The place where the Customer counts

Free thoughts on CRM, Business and the next big thing

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Bastano 27 lettere per una sferzata di creatività

Questo non è il mio solito post sul Social CRM o CRM o Marketing o chissà cos’altro che comunque navighi sul digital landscape e che sia dedicato al cliente finale, ma visto che sono stato contattato per discutere su un argomento che in qualche modo unisce due mie forti passioni (sono un canonista convinto) mi sono sentito quasi in obbligo di scriverne un pezzo.

La notizia in realtà è già uscita su vari blog di illustri colleghi ma forse il mio “pubblico” è leggermente diverso e quindi potrebbe essere interessato all’argomento in questione.

Partiamo con il CHI: Getty Images è il leader mondiale ed indiscusso della archiviazione e distribuzione di contenuti digitali. È una vera e propria autorità che gestisce i diritti delle opere multimediali più belle e conosciute nella storia della comunicazione visiva e non solo (chissà quante famosissime foto avrete visto sulle più importanti riviste di “proprietà” di Getty Images).

Passiamo al COSA: Getty Images ha da poco lanciato un nuovo interessante servizio dedicato alle agenzie (e personalmente credo che sia estendibile a chiunque abbia a che fare con il mondo della comunicazione) dal nome 27 Letters. Questa è un’applicazione gratuita che si appresta a diventare nell’immediato futuro una vera e propria fonte di analisi ed ispirazione per i creativi. E’ una vetrina interattiva che continua ad aggiornarsi senza soluzione di continuità per proporre gli ultimi trend visivi. L’obiettivo è quindi quello di diventare uno spazio di riferimento in cui trovare spunti, idee e suggerimenti per i propri lavori (e magari anche per quelli dei blogger più ispirati).

In questo calderone interattivo sono esposte le migliori immagini, quelle più utilizzate, più discusse, tratte dai 250 siti web e blog più influenti della rete e ricercabili selezionandole per categoria (moda, news, advertising, architettura, design, arte, celebrità, intrattenimento) o per ordine alfabetico inglese (noi siamo sempre il fanalino di coda).

Se volete dare un’occhiata a 27 Letters andate al seguente indirizzo, registratevi, navigate e fatemi sapere cosa ne pensate.

Piccoli suggerimenti per diffondere video virali su Youtube .

Colgo l’occasione per diffondere alcuni interessanti tips operativi, pubblicati su Search Engine Land, che bisognerebbe seguire per garantire ad un video una buona visibilità sui motori di ricerca, condizione sufficiente e necessaria per decretarne il successo soprattutto quando il progetto nasce con l’intenzione di essere “virale”.

In particolare quelli che vado a suggerire sono piccoli accorgimenti con cui effettuare un buon seeding su Youtube e non discuto l’immane e preliminare lavoro creativo che effettivamente riesce ad innestare il Viral DNA al video in questione. Per avere una descrizione degli ingredienti principali di questo processo creativo si può fare riferimento al Viral Marketing Handbook redatto dall’agenzia GoViral.

È comunque vero che se anche siamo riusciti a creare il prodotto perfetto che possiede l’intrinseca capacità di diffondersi autonomamente, non è detto che non si possano commettere errori banali nella fase di seeding su Youtube.

Innanzitutto ricordiamo che per ogni video, Youtube crea una specifica pagina con URL unico e che trasforma il titolo, la descrizione e i tag in rispettivi meta tag associati alla pagina. Poiché solo il title tag viene considerato dai motori di ricerca, è essenziale allora scrivere nel migliore dei modi il titolo del video affinché si raggiungano buoni risultati di visibilità sulle varie SERP. Il consiglio è quindi quello di seguire i seguenti passaggi:

  1. Comincia con una keyword analysis preliminare: con l’aiuto di vari strumenti, come ad esempio il Google AdWords keyword tool, si può condurre un’analisi sull’appetibilità di certe parole chiave che potrebbero descrivere al meglio il soggetto/contenuto del video, e in più si potrebbe definire il set di sinonimi più interessanti dal punto di vista del livello dei volumi di ricerca attesi. Con un po’ di buon senso ed esperienza si arriverà a scegliere le keyword che soddisfano al meglio il trade-off tra volumi di ricerca desiderati e livello di competizione associato;
  2. Inserisci sempre la parola “video”: il suggerimento sembra banale ma chi è normalmente in cerca di un video su motori di ricerca classici, tende spesso a inserire la parola in questione (cosa che invece non succede se la ricerca è effettuata direttamente su Youtube in quanto si considera implicita) pensando di arrivare ad ottenere una SERP maggiormente allineata con i propri desiderata;
  3. Non esagerare con la lunghezza: Google normalmente tronca i risultati con una lunghezza superiore ai 66 caratteri. Poiché qualsiasi title tag in Youtube comincia con la stringa “YouTube – “ è bene cercare di essere sintetici soprattutto per non vedersi tagliare via, su una SERP, parti di titolo che consideriamo fondamentali per la comprensione dei contenuti del video (si pensi inoltre che solitamente un utente è molto più propenso a cliccare su risultati di ricerca che non sono stati troncati);
  4. Cerca di essere descrittivo: è fondamentale essere quanto più semplici e descrittivi possibile evitando formule espressive del tipo “IMPERDIBILE” o “STRAORDINARIO”. Questo sia perché c’è ormai una forte “concorrenza” su titoli del genere, sia perché da parte dell’utenza esiste oramai una sorta di assuefazione se non indifferenza a proclami testuali di questo tipo;
  5. Impara dai successi e fallimenti degli altri su Youtube: fare una sorta di analisi storica della concorrenza all’interno di Youtube, cercando casi simili al nostro ed evidenziandone i pregi e i difetti che secondo noi hanno decretato il successo o appunto il fallimento, può sicuramente aiutarci a tarare al meglio la nostra strategia di seeding riducendo i rischi di insuccesso.