The place where the Customer counts

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Retro o No Retro, questo è il problema.

Da qualche giornosono in programmazione due spot pubblicitari molto interessanti che sviluppano i loro contenuti emozionali lungo due direttive completamente opposte. Mi riferisco agli spot del Cornetto Algida e della nuova Citroen DS3.

Cornetto Algida

Tutto nasce dal fatto che nel 2010 cade il cinquantesimo anniversario del mitico cornetto gelato e quindi, da un certo punto di vista, era abbastanza scontato che il tipo di storia narrata nello spot si basasse sui temi della nostalgia e del ricordo. Credo però che ci sia qualcosa in più nella strategia dell’Algida: a mio parere, dopo anni dedicati in particolare alla sponsorizzazione di grandi eventi musicali estivi con lo scopo di coinvolgere emozionalmente i mercati più “giovani”, questa è stata l’occasione di applicare una strategia di retro-marketing che colpisse con dei remind visivi e musicali quei trentenni – quarantenni che sono cresciuti con quel jingle e quegli spot che sono stati montati per realizzare il prodotto finale. Penso di aver visto in tutto 4 volte lo spot in questione, e la canzone (insieme ai ricordi) continua imperterrita a ronzare nella mia testa ritrovandomi spesso a canticchiarla o fischiettarla. In più il segmento in questione adesso ha probabilmente messo su famiglia e verosimilmente ha dei figli a cui far provare il gelato che ha accompagnato la propria infanzia e adolescenza, permettendo così una certa diffusione su una nuova potenziale clientela.

Citroen DS3

In questo caso invece, la Citroen sta pubblicizzando l’uscita del nuovo modello sotto la gloriosa sigla DS che ha caratterizzato i successi passati della casa automobilistica. Come si vede il focus del messaggio si concentra su una strategia assolutamente anti-retro puntando più sugli aspetti di avanguardia tecnologica che hanno sempre caratterizzato i prodotti della Citroen, sorvolando intenzionalmente sul valore di legame che in tutti questi anni ha rappresentato il collante emozionale per eccellenza della comunità di appassionati del vecchio modello DS “Squalo” (il nuovo modello in uscita ricorda invece una Mini). Tale messaggio è ribadito dall’utilizzo consapevole di video fake di repertorio dove a personaggi mitici del passato come Marcello Mastroianni, Marylin Monroe e John Lennon vengono messi in bocca concetti eloquenti che vorrebbero convincere il pubblico che bisogna guardare al futuro e non ancorarsi al passato.

Considerazioni finali

È veramente strano che proprio la Citroen, che è francese, si discosti così nettamente dai nuovi orientamenti teorici sul marketing (mi riferisco in particolare a quello tribale formalizzato dal marsigliese Bernard Cova) che indicano chiaramente come in questo momento storico, in particolare nel mercato europeo, sembra prendere sempre più piede un ritorno a valori e virtù antiche che caratterizzano prodotti o brand attorno ai quali si stanno formando e radicalizzando in maniera spontanea le tribù post-moderne. Non so se la nuova Citroen DS3 avrà comunque successo ma non sono affatto sicuro che le comunità di appassionati dello “Squalo” saranno entusiasti come probabilmente saranno, invece, coloro che si riavvicineranno al Cornetto Algida (e questo mi sembra apparentemente confermato anche dalle votazioni dei rispettivi video caricati su YouTube).

  • Marco says:

    Condivido la tua analisi perchè sono proprio le percezioni che ho avuto con la visione dei due spot. Aggiungerei anche lo spot della Coca Cola.
    Ciao Marco

  • Marco says:

    Condivido la tua analisi perchè sono proprio le percezioni che ho avuto con la visione dei due spot. Aggiungerei anche lo spot della Coca Cola.
    Ciao Marco

  • Customer King says:

    Ciao Marco, ti ringrazio per il contributo e mi rincuora il fatto che in generale i vari commenti, fatti su altri siti, concordino tutti con le considerazioni fatte nell’articolo. Sarà interessante nei prossimi mesi vedere come reagirà il mercato ai due tipi di comunicazione.

  • Customer King says:

    Ciao Marco, ti ringrazio per il contributo e mi rincuora il fatto che in generale i vari commenti, fatti su altri siti, concordino tutti con le considerazioni fatte nell’articolo. Sarà interessante nei prossimi mesi vedere come reagirà il mercato ai due tipi di comunicazione.

  • Martina says:

    Ciao! Anche io mi sono similarmente interrogata sul RETRO-MARKETING,qui: http://machemarketing.wordpress.com/2010/03/03/come-comunicano-le-aziende-in-tempo-di-crisi-storytelling-ed-altro/ . Io l’ho inquadrato nell’ambito dello storytelling. Ho la sensazione che siamo di fronte ad un trend vero e proprio. Teniamoci aggiornati! Un saluto, buon master. Martina

  • Martina says:

    Ciao! Anche io mi sono similarmente interrogata sul RETRO-MARKETING,qui: http://machemarketing.wordpress.com/2010/03/03/come-comunicano-le-aziende-in-tempo-di-crisi-storytelling-ed-altro/ . Io l’ho inquadrato nell’ambito dello storytelling. Ho la sensazione che siamo di fronte ad un trend vero e proprio. Teniamoci aggiornati! Un saluto, buon master. Martina

  • Customer King says:

    Cara Martina, più che un trend io mi rifaccio a quanto “teorizzato” da Bernard Cova che, come ho avuto già modo di dire, segue il recente pensiero sociologico della scuola francese. Questa individua nel ritorno alle tradizioni, ai valori, ai prodotti e anche alle forme legate al passato, l’esigenza della nostra società a ricercare certezze in un contesto storico in cui le insicurezze, legate ai cambiamenti economici, sociali, politici e culturali degli ultimi 20 anni, hanno cambiato radicalmente il nostro rapporto con le aziende e con le loro offerte. Lo storytelling in realtà credo sia un mezzo molto importante e fondamentale per rispondere, come azienda, a questa necessità di raccontare i valori su cui fondare un rapporto di fiducia con il consumatore.

  • Customer King says:

    Cara Martina, più che un trend io mi rifaccio a quanto “teorizzato” da Bernard Cova che, come ho avuto già modo di dire, segue il recente pensiero sociologico della scuola francese. Questa individua nel ritorno alle tradizioni, ai valori, ai prodotti e anche alle forme legate al passato, l’esigenza della nostra società a ricercare certezze in un contesto storico in cui le insicurezze, legate ai cambiamenti economici, sociali, politici e culturali degli ultimi 20 anni, hanno cambiato radicalmente il nostro rapporto con le aziende e con le loro offerte. Lo storytelling in realtà credo sia un mezzo molto importante e fondamentale per rispondere, come azienda, a questa necessità di raccontare i valori su cui fondare un rapporto di fiducia con il consumatore.